
Un viaggio in compagnia della mimosa Mimì
Un nuovo libro per bambini ma non solo,
scritto da Carmela e Maria Angela Mantegna
Chi scrive un libro per l’infanzia, deve poter incontrare, in qualche modo, dentro di sé il bambino che è stato, le sue emozioni, i suoi sentimenti, ma soprattutto la sua capacità di meravigliarsi, perché solo lo stupore può far scoprire il linguaggio segreto della natura, delle piante, degli animali.
Una mimosa di nome Mimì prende in prestito lo sguardo innocente di un fanciullo per raccontare una storia dedicata non solo ai bambini, ma anche agli adulti, che nel proprio cuore conservano intatto il ricordo della propria infanzia. Le autrici Carmela e Maria Angela Mantegna, per tutta la durata della storia, viaggiano in un mondo di magia, ma senza allontanarsi da quello che è la vita reale. Maria Angela è di Frosinone Carmela è di Crotone.

MARIA ANGELA MANTEGNA

CARMELA MANTEGNA
Un libro da leggere e da far leggere
Mimì è il nome che Celestino, un ricco signore che ha scelto di fare il contadino, ha dato alla sua mimosa, la pianta più bella del suo immenso e meraviglioso giardino. Mimì è talmente timida da sentirsi sempre inferiore agli altri alberi.
La sua storia si intreccia con le storie di altri personaggi, che l’aiutano a migliorare la sua autostima: Flora la moglie di Celestino e i loro due gemellini, Marco e Silvia, Ugo e Aurora i nonni materni, la famiglia dei passerotti Cip, Stellina, Memé, Ninì e Totò, Angelo il flautista, Tonia la quercia, Rocco il riccio e la moglie Berta, Billy l’agronomo, il gruppo di abeti Bebé, Gioia e Albertino, Gino il rospo e Ginetta la rospina, la rosa Dorotea, Dora la lumaca, il sorcetto Romeo, Meg la topina e i loro topolini Pasqualino e Amelia, il gatto Bartolomeo. Ma l’incontro più importante è quello con i due folletti protettori del giardino Beniamino e la sorella Desideria, che trasmettono a Mimì il dono più prezioso: la capacità di desiderare insieme a tutta la famiglia che abita e cresce in quel giardino dove l’unica grande magia è l’amore.
Mimì comprende che solo tutti insieme possono essere un giardino e non un giardino qualsiasi, ma proprio quel giardino dove ognuno ha un posto d’onore e tutti sono importanti allo stesso modo e per questo possono cantare in coro il canto del desiderio:
“Desiderare si può
È come guardare da un oblò
È un pezzetto di cielo blu
Una stella in più.
Un desiderio sboccia dal cuore
È la scintilla di un grande amore
É come un sogno che attraversa il pensiero
E se ci credi, diventa vero”